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Cremasco
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Il mwbgCremasco (mwbwAl cremàsc in mwcadialetto cremasco) è un'area geografica situata nel cuore della mwcqLombardia, corrispondente alla parte settentrionale della mwcgProvincia di Cremona, della quale rappresenta la zona più industrializzata e densamente abitata. Il suo centro principale è la città di mwcwCrema e attualmente costituisce una delle 4 mwdacircoscrizioni per l'impiego in cui è suddivisa la provincia cremonese.cite-ref-1[1]
Contents
• Storia
• Note
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Storia
L'identità del territorio cremasco e dei suoi abitanti si è andata formando e consolidando intorno alla città di Crema nel corso di una storia secolare, ricca di eventi significativi e duraturi che hanno contraddistinto e caratterizzato in maniera specifica questa particolare area geografica.
Le prime citazioni documentarie della località di Crema risalgono all'mwgqXI secolo e, a partire dal mwgg1084, essa è costantemente definita mwgwcastrum Cremæ, cioè un castello o un borgo protetto da una mwhacinta di mura. Se la certificazione storica di Crema è relativamente tarda, rapidissimo fu invece il suo sviluppo come centro di attrazione e di potere nell'mwhqIsola Fulcheria, il territorio dai confini mal definiti che la circondava e a cui ben si attaglia la denominazione di "isola" perché racchiuso tra i fiumi mwhgAdda e mwhwSerio il cui corso si allargava in ampie paludi, dette mwiaLago Gerundo. La prima testimonianza scritta del nome mwiqInsula Fulchéria (o mwigInsula Fulchérii) risale al febbraio del mwiw1040, quando il mwjavescovo di Cremona Ubaldo si recò alla corte dell'imperatore mwjqEnrico III per sottoporgli un documento che avrebbe concesso alla diocesi cremonese la mwjgdistrictio sullmwjw'mwkaInsula Fulcherii a scapito di mwkqBonifacio III di Canossa, margravio di Toscana, che la deteneva per mwkginvestitura feudale.cite-ref-2[2]
Fin da questa data appare evidente l'interesse di Cremona per Crema e l'Isola Fulcheria. Situati a ridosso della linea delle mwmarisorgive, in posizione dominante rispetto alle vie d'acqua e di terra, all'incrocio delle principali linee di comunicazione nord-sud ed est-ovest (mwmqBergamo-mwmgPiacenza, mwmwMilano-mwnaCremona, mwnqBrescia-mwngPavia), Crema e il Cremasco erano un territorio "in formazione", strategicamente importante seppur ancora poco appetibile e inadatto alle coltivazioni perché in massima parte ricoperto da boschi e soprattutto da paludi e acquitrini, retaggio di un antico mare o mwnwlago Gerundo e costantemente alimentati dai numerosi fontanili. L'acqua era perciò l'elemento caratterizzante di tutta la zona,cite-ref-3[3] racchiusa e intersecata da importanti fiumi (Adda, mwpaTormo, Serio e Oglio) e frequentemente soggetta alle loro violente inondazioni se non addirittura a variazioni di letto. Non è escluso che proprio un cambio spontaneo o artificiale dell'alveo del Serio,cite-ref-4[4] avvicinandolo di molto alla nascente città di Crema, unitamente alle intense bonifiche avviate proprio in quell'XI secolo,cite-ref-5[5] abbiano contribuito a stimolare le mire espansionistiche delle ben più potenti città vicine (Milano e Cremona in particolare) in un periodo in cui si assiste a un generalizzato degrado degli istituti feudali e dell'mwrqeconomia curtense accanto al rifiorire e al ripopolarsi delle città e al rafforzarsi al loro interno dei nuovi ceti dediti all'artigianato e al commercio,cite-ref-6[6] quella mwsgborghesia cittadina che, organizzata in influenti mwswcorporazioni di arti e mestieri, otterrà poteri politici ed economici sempre più rilevanti fino a raggiungere un'effettiva indipendenza dal "signore" feudale e a imporre le nuove mwtastrutture comunali.cite-ref-7[7]
Nel mwug1335 Crema ed il suo territorio vennero annessi al mwuwDucato di Milano.
A partire dal mwvq1449 il territorio cremasco venne a far parte della mwvgRepubblica di Venezia, costituendo una quasi-mwvwexclave compresa nel Ducato di Milano; una strada fortificata e presidiata, detta "la Steccata" lo collegava al territorio bergamasco tra mwwaCastel Gabbiano e mwwqSola.cite-ref-8[8]
La mwywDiocesi di Crema venne eretta nel mwza1580. I suoi confini coincidono con quelli dell'antico territorio cremasco formatosi nei secoli mwzqXI-mwzgXII come mwzwlibero comune di Crema. In periodo veneziano la rappresentanza del Territorio era affidata ad un consiglio composto da un rappresentante per comune, che eleggeva quattro sindaci, uno per porta, cui era affidato il governo provinciale. A metà Settecento, solo i 28 principali comuni avevano mantenuto il diritto ad eleggere il proprio consigliere territoriale.cite-ref-9[9]
Per un breve periodo (dal 28 marzo mwbq1797 al 10 luglio mwbg1797) Crema fu la capitale della mwbwRepubblica Cremasca, che venne poi sciolta e aggregata alla mwcaRepubblica Cisalpina.
Dopo il mwcgCongresso di Vienna tale territorio passò agli mwcwaustriaci che crearono il mwdaRegno Lombardo-Veneto. Crema ed il cremasco entrarono a far parte della mwdqProvincia di Lodi e Crema, una delle 9 mwdgProvince Lombarde del mwdwGoverno della mweaLombardia.
Con l'inizio del mwegRegno d'Italia, il mwewCremasco, dietro richiesta inviata al Re e al governo da eminenti personalità cremasche, divenne parte della mwfaProvincia di Cremona, città tradizionalmente nemica di Cremacite-ref-10[10].
Il mwggCremasco ha un proprio dialetto, il mwgwdialetto cremasco.
Vi sono state varie proposte di rendere il Cremasco una provincia, ma nessuna ha mai avuto successo.
Caratteristiche
Il mwhwCremasco è la zona più densamente industrializzata e abitata della provincia di Cremona (pur costituendo meno di un terzo del territorio provinciale, il Cremasco ha il 48% degli abitanti).
I centri principali, oltre al capoluogo Crema, sono mwiqRivolta d'Adda, mwigPandino, mwiwOffanengo e mwjaSpino d'Adda.
Il mwjgTerritorio Cremasco si trova all'inizio della mwjwBassa Pianura Padana. Per la sua collocazione è ricco di mwkarisorgive e corsi s'acqua. mwkqBonificati i terreni paludosi nel mwkgmedioevo il territorio divenne fertilissimo per l'agricoltura e ricco di mwkwmarcite.
Da mwlqCrema si diramano la ex mwlgStrada statale 415 Paullese Milano-Cremona, la ex mwlwStrada statale 591 Cremasca Bergamo-Piacenza e la ex mwmaStrada statale 235 di Orzinuovi Brescia-Pavia. A mwmqCastelleone, mwmgMadignano, Crema, mwmwCasaletto Vaprio e mwnaCapralba vi sono stazioni della mwnqlinea ferroviaria Treviglio - Cremona.
Il Cremasco
La definizione del mwoaTerritorio Cremasco è abbastanza soggettiva, e non può servire allo scopo la Diocesi di Crema, poiché molti comuni storicamente legati a mwoqCrema sono dipendenti dalle diocesi vicine.
I criteri presi in esame per definire il mwowCremasco possono esser quelli di riferirsi ai territori dell'antico Libero Comune di Crema, oppure a quelli della Repubblica Cremasca, oppure a quelli della Provincia di Lodi e Crema escludendo i mwpacomuni dell'attuale mwpqProvincia di Lodi. Infine si possono considerare i territori in cui si parla il mwpgdialetto cremasco o quelli della Diocesi di Crema.
Due ulteriori criteri sufficientemente ragionevoli per identificare il mwqaCremasco sono quelli di considerare:
1. I comuni dell'attuale mwqwCircoscrizione di Crema
2. I comuni della proposta di mwrqlegge per la creazione della mwrgProvincia di Crema.
Comuni della circoscrizione di Crema
La mwsqcircoscrizione di Crema è costituita dai seguenti Comunicite-ref-11[11]:
mwtwAgnadello, mwuaBagnolo Cremasco, mwuqCamisano, mwugCampagnola Cremasca, mwuwCapergnanica, mwvaCapralba, mwvqCasale Cremasco-Vidolasco, mwvgCasaletto Ceredano, mwvwCasaletto di Sopra, mwwaCasaletto Vaprio, mwwqCastel Gabbiano, mwwgChieve, mwwwCredera Rubbiano, Crema, mwxaCremosano, mwxqDovera, mwxgIzano, mwxwMadignano, mwyaMonte Cremasco, mwyqMontodine, mwygMoscazzano, mwywOffanengo, mwzaPalazzo Pignano, mwzqPandino, mwzgPianengo, mwzwPieranica, mw0aQuintano, mw0qRicengo, mw0gRipalta Arpina, mw0wRipalta Cremasca, mw1aRipalta Guerina, mw1qRivolta d'Adda, mw1gRomanengo, mw1wSalvirola, mw2aSergnano, mw2qSpino d'Adda, mw2gTorlino Vimercati, mw2wTrescore Cremasco, mw3aVaiano Cremasco, mw3qVailate.
L'ipotesi di una provincia di Crema
mw8qAgnadello, mw8gBagnolo Cremasco, mw8wCamisano, mw9aCampagnola Cremasca, mw9qCapergnanica, mw9gCapralba, mw9wCasale Cremasco-Vidolasco, mw-aCasaletto Ceredano, mw-qCasaletto di Sopra, mw-gCasaletto Vaprio, mw-wCastel Gabbiano, mw-aCastelleone, mw-qChieve, mw-gCredera Rubbiano, Crema, mw-wCremosano, mwaqaCumignano sul Naviglio, mwaqeDovera, mwaqiFiesco, mwaqmGenivolta, mwaqqGombito, mwaquIzano, mwaqyMadignano, mwaqcMonte Cremasco, mwaqgMontodine, mwaqkMoscazzano, mwaqoOffanengo, mwaqsPalazzo Pignano, mwaqwPandino, mwaq0Pianengo, mwaq4Pieranica, mwaq8Quintano, mwaraRicengo, mwareRipalta Arpina, mwariRipalta Cremasca, mwarmRipalta Guerina, mwarqRivolta d'Adda, mwaruRomanengo, mwarySalvirola, mwarcSergnano, mwargSoncino, mwarkSpino d'Adda, mwaroTicengo, mwarsTorlino Vimercati, mwarwTrescore Cremasco, mwar0Trigolo, mwar4Vaiano Cremasco, mwar8Vailate.
Va però tenuto presente che importanti comuni, inseriti in questa proposta di istituzione della provincia di Crema, tra i quali Castelleone e Soncino, appartengono tradizionalmente al territorio cremonese. Infine, i comuni di Rivolta d'Adda e di Soncino hanno deliberato di voler uscire ufficialmente dal territorio cremasco, per costituire il territorio Rivoltano e il territorio Soncinese (a tal proposito si vedano le delibere dei rispettivi consigli comunali).
Suddivisione storica del territorio cremasco
Nel mwascXIV secolo, il territorio cremasco era suddiviso in comunità, dette "ville", ognuna delle quali ricadeva sotto la giurisdizione di una delle 4 porte murarie della città di Cremacite-ref-14[14]:
• Porta Tadini (Pianengo)
• mwateAzzano, Bordogna, mwatiCampagnola, mwatmCampisico, mwatqCapralba, mwatuCasaletto Vaprio, mwatyCremosano, mwatcFarinate, mwatgGabbiano, mwatkPianengo, mwatoPieranica, mwatsQuintano, mwatwSanta Maria della Croce, mwat0Sergnano, mwat4Torlino, mwat8Trescore, mwauaTrezolasco, mwaueVairano, mwauiVidolasco
• Porta Rivolta (Ripalta)
• mwauyBolzone, mwaucCastelnuovo, mwaugCredera, mwaukMadignano, mwauoMontodine, mwausMoscazzano, mwauwRipalta Arpina, mwau0Ripalta Guerrina, mwau4Ripalta Nuova, mwau8Ripalta Vecchia, mwavaRovereto, mwaveSan Michele, mwaviZappello
• Porta Serio
• mwavyBottaiano, mwavcCamisano, mwavgCasale, Ceredella, mwavkIzano, mwavoOffanengo, mwavsPortico, mwavwRicengo, mwav0Salvirola, mwav4San Bernardino e mwav8Vergonzana
• mwawePorta Ombriano
• mwawqBagnolo, mwawuCasaletto Ceredano, mwawyCapergnanica, mwawcCascine Capri e mwawgCascine Gandini, mwawkChieve, mwawoMonte, mwawsOmbriano, mwawwPalazzo Pignano, mwaw0Passarera, mwaw4Rubbiano con mwaw8Cascine San Carlo, mwaxaScannabue, mwaxeVaiano
Note
cite-note-11. ↑ mwaxgmwaxkmwaxoADL ©Atlante Demologico Lombardo: Il Cremonese - provincia di Cremona, su mwaxsdemologia.it. mwaxwURL consultato il 27 gennaio 2022.
cite-note-22. ↑ mwayaJörg Jarnut, mwayeBergamo 568-1098..., pp. 62-65. Per Marilena Casirani (mwayiInsediamenti e beni fiscali..., p. 276) e Giuliana Albini (mwaymDa castrum a città..., p. 824), l'iniziativa del vescovo Ubaldo non ebbe successo; Giancarlo Andenna (mwayqLe istituzioni ecclesiastiche..., p. 38) sostiene invece il contrario. Francesco Sforza Benvenuti, infine (mwayuStoria di Crema, I, pp. 52-53 e 73), riporta un diploma del 1040 in cui Enrico III concede al mwayyvescovo di Bergamo Ambrogio II la giurisdizione temporale su tutto il comitato bergomense «fino agli estremi di lui confini», indicati a est nell'mwaycOglio e a ovest nell'mwaygAdda, a nord nella mwaykValtellina e a sud in mwayoCasalbuttano, e quindi comprendente anche l'Isola Fulcheria.
cite-note-33. ↑ Nel Museo civico di Crema e del Cremasco sono custoditi vari esemplari delle cosiddette “piroghe” medievali, recuperate nei greti dei fiumi Adda e Oglio e ottenute tramite escavazione di tronchi d'albero. Tali imbarcazioni sono la testimonianza dell'importanza dei corsi d'acqua per le popolazioni dell'Isola Fulcheria, che vi praticavano abitualmente la pesca e se ne servivano per i trasporti e le comunicazioni, per le attività produttive e commerciali e, non ultimo, a scopi difensivi.
cite-note-44. ↑ Dai documenti d'archivio pare accertato che nell'XI secolo il Serio abbia iniziato a percorrere un diverso tracciato abbandonando progressivamente la valle oggi detta del mwazeSerio Morto (relitta definitivamente nel mwaziXIV secolo), collocata più a est del corso attuale e che sin dall'epoca romana aveva fatto da confine tra la mwazmcenturiazione bergamasca e quella cremonese.
cite-note-55. ↑ Francesco Sforza Benvenuti (mwazcStoria di Crema, I, pp. 50-51) cita all'inizio dell'XI secolo il conte Masano, di origine franca e capostipite dei conti di mwazgCamisano (probabilmente un conte dei mwazkGisalbertini di Bergamo), «premuroso di assodare il terreno cremasco e renderlo atto alla coltivazione, da paludoso ch'era tuttavia in molte parti».
cite-note-77. ↑ mwaamSito ufficiale del comune di Crema: la storia.
cite-note-88. ↑ mwaacClaudio Donati (a cura di), mwaagAlle frontiere della Lombardia, Milano, Franco Angeli, 2006, p.mwaak 301.
cite-note-99. ↑ mwaa0mwaa4mwaa8Territorio di Crema, sec. XVI - 1797 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su mwabalombardiabeniculturali.it. mwabeURL consultato il 27 gennaio 2022.
cite-note-1010. ↑ Confrontando con: mwabuStoria di Crema mwabyArchiviatomwabc l'8 maggio 2006 in mwabgInternet Archivemwabk. si vede come in tutto il Medioevo le due città comunali di Crema e Cremona fossero state nemiche. Inoltre tale rivalità è rimasta tuttora e s'esprime col desiderio dei cremaschi d'avere una provincia autonoma indipendente da Cremona.
cite-note-1111. ↑ mwab4mwab8mwacaADL ©Atlante Demologico Lombardo: Il Cremonese - Circoscrizione di Crema, su mwacedemologia.it. mwaciURL consultato il 27 gennaio 2022.
cite-note-1212. ↑ mwacymwaccmwacgStampato C. 1451, su mwacklegxiv.camera.it. mwacoURL consultato il 27 gennaio 2022 mwacs(archiviato dall'mwacwurl originale il 9 novembre 2009).
cite-note-1313. ↑ mwadamwademwadiStampato C. 1451, su mwadmlegxiv.camera.it. mwadqURL consultato il 27 gennaio 2022 mwadu(archiviato dall'mwadyurl originale il 10 novembre 2009).
cite-note-1414. ↑ mwadomwadsmwadwTerritorio di Crema, sec. XVI - 1797 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su mwad0lombardiabeniculturali.it. mwad4URL consultato il 27 gennaio 2022.
Bibliografia
• Giuliana Albini, mwaeiDa castrum a città: Crema fra XII e XV secolo, in mwaemSocietà e storia, n. 42 (XI), ottobre-dicembre 1988.
• Giancarlo Andenna, mwaeuLe istituzioni ecclesiastiche dall'età longobarda alla fine del XIV secolo, in Giancarlo Andenna e Giorgio Chittolini (a cura di), mwaeyStoria di Cremona. Il Trecento. Chiesa e cultura (VIII-XIV secolo), Cremona, Comune, 2007.
• Francesco Sforza Benvenuti, mwaegStoria di Crema, 2 voll., Milano, Tipografia Bernardoni, 1859.
• Marilena Casirani, mwaeoInsediamenti e beni fiscali nell'alto Medioevo nell'"Insula Fulcheria", in Silvia Lusuardi Siena (a cura di), mwaesFonti archeologiche e iconografiche per la storia e la cultura degli insediamenti nell'alto Medioevo, Milano, Vita e Pensiero, 2003.
• mwae0Jörg Jarnut, mwae4Bergamo 568-1098. Storia istituzionale, sociale ed economica di una città lombarda nell'alto Medioevo, Bergamo, Archivio Bergamasco, 1981.
• Giovanni Vitolo, mwafaMedioevo. I caratteri originali di un'età di transizione, Milano, Sansoni, 2000.
Voci correlate
• mwafqCrema (Italia)
• mwafyCircondario di Crema
• mwafgDialetto cremasco
• mwafoDiocesi di Crema
• mwafwIsola Fulcheria
• mwaf4Lago Gerundo
• mwagaRepubblica Cremasca
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Collegamenti esterni
• mwaguIl territorio cremasco nei secoli XIII-XVIII, su lombardiabeniculturali.it.
• mwagcSito ufficiale del comune di Crema: la storia, su comune.crema.cr.it. URL consultato il 30 ottobre 2009 (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2006).